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[...] Una stube tradizionale all'interno di un design hotel a Madonna di Campiglio, con chef giovane al rientro da esperienze californiane Sulla scia dei successi altoatesini, anche il confinante Trentino inizia la sua ascesa. E Madonna di Campiglio, "primadonna" delle nevi, non vuol essere da meno nell'offerta gastronomica.
Lo Chalet Dolce Vita, raffinato boutique hotel con spa e venti camere l'una diversa dall'altra, ha aperto i battenti da poco più di un anno, ma il suo ristorante gourmet Dolomièu si pone già alla ribalta. Una stube tradizionale all'interno di un design hotel è il palcoscenico di Enrico Croatti, giovane cuoco riminese, brillante allievo di Gino Angelini che ha affiancato per oltre due anni a Los Angeles ai fornelli dei suoi fortunati ristoranti californiani.
E la mano del maestro si sente.... nella precisione delle cotture, nella pulizia dei sapori, nella fantasia degli accostamenti. Le sorprese possono iniziare sin dal benvenuto della cucina: polentina ai ricci di mare con burrata all'extravergine. Poi, da una carta in costante rotazione, "cannolo d'alta quota, tartare di cervo con purea di mele renette cotte al forno" e gli impedibili agnolotti "3.duck" (ripieno d'anatra, salsa dei suoi fegatelli e terrina sfogliata di foie gras). E ancora zuppa di pesce (rivisitata, con filetti deliscati), ossobuco in casseruola, guancia brasata al Marzemino e chiusura golosa con "Il Vizio", ovvero cioccolato, nocciola, sale e zenzero.
Una carta dei vini non ampia ma centrata, la cigar room con selezione di distillati, il servizio professionale, cortese e non "ingessato" completano un quadro decisamente positivo. Si spendono 70/80 euro, senza rimpianti. [...] |